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Finanziamenti UE - Fondi strutturali, più flessibilità per rispondere alla crisi PDF Stampa E-mail
Scritto da Fonte: Parlamento Europeo   
Monday 26 April 2010
europa2.jpgDavanti alla constatazione che, a causa della crisi, gli Stati membri UE stanno spendendo a rilento i fondi strutturali europei perché non dispongono delle somme necessarie a co-finanziare i progetti, l'UE è in procinto di adottare procedure semplificate e meccanismi di erogazione più flessibili. Il Parlamento chiede un'approvazione urgente delle nuove regole.

I fondi strutturali, obiettivo dei quali è contribuire allo sviluppo delle regioni europee meno competitive, sono uno dei pilastri della politica europea e della solidarietà fra paesi. Nel passato hanno permesso di stimolare l'economia delle regioni beneficiarie, ma anche di quelle che contribuivano alla realizzazione dei progetti. Oggi, la sfida più importante per la politica di coesione è dare risposte alla crisi economica.

I programmi per il periodo 2007-2013 ammontano a un totale di quasi 350 miliardi di euro: più di un terzo del budget totale dell'UE. Ma al primo aprile di quest'anno, ovvero a metà strada del periodo di programmazione, solo il 27% della somma totale era già stato allocato.

Le ragioni sono due: da un lato le procedure troppo burocratiche, dall'altro le difficoltà finanziarie degli Stati beneficiari, che non riescono a co-finanziare i progetti - come richiesto dalle normative comunitarie. Ma la crisi impone che i fondi vengano spesi nei prossimi mesi, in modo da creare lavoro e ripresa, senza aspettare il 2013.



Nuove regole per spendere più velocemente i fondi
La Commissione ha dunque proposto un regolamento per alleggerire le norme per beneficiare dei fondi. Prima di tutto, l'esecutivo pensava di rimuovere l'obbligazione del co-finanziamento, concedendo fino al 100% del costo di un progetto. Un'idea che non è piaciuta a Parlamento e Consiglio: i due legislatori ritengono che il principio del co-finanziamento sia un caposaldo della politica regionale.

Il Parlamento ieri ha discusso le misure in questione. Il regolamento sarà votato dalla plenaria il 6 maggio, e dovrebbe avere il via libera del Consiglio al più tardi a settembre.

Il relatore Evgeni Kirilov, socialista bulgaro, ha ricordato che "lo scopo dei nostri emendamenti è aiutare i Paesi membri più in difficoltà a beneficiare di più fondi di coesione in questo periodo cruciale".

Fra le altre proposte della Commissione, quella di anticipare al 2010 una parte del budget previsto per i prossimi anni, in modo da permettere ai Paesi in situazione più critica - in particolare Ungheria, Paesi baltici e Romania - di accelerare i progetti.

Un'altra novità sarebbe l'alleggerimento della regola N+2, che obbliga gli Stati membri a restituire a Bruxelles i fondi non spesi entro due anni: con il nuovo regolamento, le risorse del 2007 non utilizzate potrebbero ancora essere spese.

Sburocratizzazione: regole più semplici
La Commissione propone che, per i progetti inferiori a 50 milioni di euro, lo Stato non chieda più  l'autorizzazione alla Commissione stessa. Questa misura suscita apprezzamento,´ma anche qualche preoccupazione al Parlamento: "A questi progetti non si applicherà più l'analisi costi/benefici della Commissione, il che significa - probabilmente - nessuna analisi a priori. E non ci sarà nemmeno la verifica della compatibilità con le norme ambientali europee", lamenta Elisabeth Schroedter, tedesca, dei Verdi.

Il regolamento, prevede, infine, la semplificazione delle norme per l'amministrazione e la contabilità dei fondi, aumentando "la flessibilità e la solidarietà, come strumento eccezionale per combattere la crisi, grazie al pre-finanziamento e l'alleggerimento degli obblighi contabili", spiega Sophie Auconie, popolare francese.

Attenzione speciale, infine, ai progetti per l'efficienza energetica e le rinnovabili. "Spero che questo regolamento farà tirare un po' il fiato a quei paesi gravemente colpiti dalla crisi economica e finanziaria", ha concluso il commissario per la politica regionale Johannes Hahn intervenendo nel dibattito.

Ultimo aggiornamento ( Monday 26 April 2010 )
 

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